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  • Le automobili sono la popolazione più recente e numerosa del pianeta, dopo gli esseri umani.
    Il parco circolante mondiale attuale è di circa un miliardo e duecento milioni di auto, per 7 miliardi di persone (2018). Sono più dei cinesi, più degli alberi, più delle pecore, delle anatre e dei maiali. Come le persone, le automobili nascono, invecchiano e muoiono.
    Le vediamo parcheggiate vicino a una spiaggia come adolescenti in vacanza, le vediamo all'ombra di un albero come gli anziani che cercano di far passare la giornata. Vivono in mezzo a milioni di loro simili nelle città, o isolate nel deserto come gli eremiti. Durano più dei loro creatori e quando noi saremo polvere le loro lamiere si scalderanno ancora al sole.
    I loro fari sono occhi, le ruote sono mani e piedi, hanno una voce, hanno un'identità. Come i cani che assomigliano ai loro padroni, le loro peculiarità vengono dalle persone che le posseggono, dal luogo e dal tempo in cui vivono, ma col tempo acquistano autonomia. Hanno una varietà sociale che ereditano dagli umani, ci sono auto di lusso, auto sportive, auto da poveri. Hanno un lavoro come gli umani, auto poliziotto, auto dei pompieri, veicoli medici.
    Come gli esseri umani hanno caratteri peculiari, tratti distintivi, e particolarità che le rendono uniche. Come gli esseri umani, si susseguono in generazioni, mode, abitudini. Come gli esseri umani, col passare del tempo mostrano le rughe, gli acciacchi, le ammaccature della vita. Le auto vecchie sono moleste o affascinanti, le auto nuove sembrano moderne e potenti, ma nel giro di un paio di generazioni il loro aspetto invecchierà e lascerà il posto al nuovo.
    E nella maggior parte dei casi sopravviveranno alle persone che le hanno disegnate, create, guidate, e poi parcheggiate per sempre.